LA TOMBOLA DELLE LANDE
Jan. 1st, 2026 09:01 pmRacconti di Natale
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L’arte della corruzione
Scritta per la Tombola delle Lande 16
(prompt 85. secret santa a lavoro)
Da quando Tyler era entrato in azienda, otto anni prima, ad occuparsi del secret santa era sempre stata Margot. Per quel che ne sapeva, era stata assunta per quello, tanto era entusiasta e propositiva nei suoi compiti. Lei fissava gli incontri e le scadenze, organizzava le cene, gestiva l’app, preparava il materiale cartaceo, rompeva opportunamente le scatole ad ogni dipendente di ogni reparto perché tutti fossero precisi, puntuali e prendessero seriamente la ricerca del regalo perfetto. Considerando che faceva parte delle risorse umane, e in particolare dell’ufficio personale - stipendi e licenziamenti - aveva buon terreno su cui fare leva.
Per gli stessi motivi, corromperla per truccare l’estrazione di quest’anno sarebbe stato difficile. Più difficile di una scissione per inadempimento societario? A Tyler piacevano le sfide.
Si presentò alla porta del suo ufficio due minuti prima del suo appuntamento e della fine della pausa pranzo. Era riuscito a farsi chiamare in giornata con una email tattica, dall’oggetto più lungo del testo dell’email stessa, che comprendeva le parole “difficoltà impreviste”, “privacy dei dipendenti” e “secret santa”.
Come prima cosa, sbatté la confezione di praline sulla scrivania in vetro smerigliato. «Per il disturbo».
Margot aveva ancora una goccia di aceto della sua insalata all’angolo della bocca, altrimenti perfettamente rossettata. La fece sparire quando si passò velocemente la lingua sulle labbra.
La seconda cosa a sbattere sulla scrivania fu il rapporto qualitativo di fine anno di Tyler, in cima a quelli di tutto il suo ufficio - per cui si era guadagnato un odio incalcolabile. Consegnati con un mese di anticipo, quando alle risorse umane normalmente arrivavano tre giorni prima della scadenza. Da ventuno diversi uffici.
Quello fece alzare le sopracciglia di Margot visibilmente. E la spiegazione «Come apprezzamento per ciò che fate per noi.» le fece sollevare ancora di più, un esercizio ginnico davvero impressionante.
Lei non proferì parola. Il luccichio curioso negli occhi suggeriva a Tyler che non l’avrebbe fatto, non prima di vedergli giocare tutte le sue carte. Solo alla fine avrebbe deciso se condannarlo o meno.
Tyler gonfiò il petto e abbassò forzatamente le spalle. Si dipinse in faccia l’espressione sono-tranquillo-perché-ho-ragione e faccio-quello-che-faccio-perché-è-quello-che-va-fatto che usava con gli assessori più prepotenti e con sua madre. Tirò fuori le sue carte vincenti: due biglietti premium deluxe per il concerto di Saint Mesa - campo, prime file, backstage, gadget omaggio da far autografare, foto con la band.
Esauriti trenta minuti prima dell’apertura delle prevendite.
Introvabili, a quattro settimane dal concerto.
Per averli, Tyler aveva dovuto riscuotere ogni debito degli ultimi dieci anni e indebitarsi a sua volta.
Le sopracciglia di Margot, a quel punto, fecero una cosa strana, a metà tra un tic nervoso e un can-can. Dita smaltate di verde brillante scattarono su quei due pezzetti di carta con velocità felina.
Tyler combattè contro quella presa artigliata per non perdere nemmeno un millimetro di terreno vetrato e specificò «perché siamo amici e ci aiutiamo l’un l’altro,» a metter in chiaro le cose.
Margot si immobilizzò nella sua presa ferrea. Poi, con il tono più professionale e perentorio che le avesse mai sentito utilizzare, disse: «le ferie sono state già stabilite, non si faranno cambi».
«Non sono qui per le ferie,» Tyler mise le mani avanti, «ma per il secret santa.»
Un lungo momento di silenzio.
«Non è possibile tirarsi indietro o-»
«Non voglio tirarmi indietro, Margot, voglio solo…» Come metterla nel modo più compiacente a quella fanatica dello spirito natalizio? «… Che mi aiuti a rendere questo natale davvero speciale.»
Gli rimaneva un ultimo porta-documenti in mano. Lo aprì e ne sparse il contenuto sopra la scrivania, così che la collega potesse vedere.
«Mi piacerebbe molto poter fare un regalo a Mike Zayde, della contabilità. E sarebbe altrettanto fantastico se lui potesse farlo a me. Una bella coincidenza, vero? Essere il secret santa l’uno dell’altro. Si potrebbe quasi pensare a un segno.» Tyler picchiettò con due dita sui due cartoncini che aveva tirato fuori.
Erano entrambi divisi in una cinquantina di celle identiche, ognuna decorata con cornici natalizie e con un nome al centro. Lo stesso nome, in ogni biglietto del cartoncino. Un altro nome per tutto il secondo cartoncino. Sicuramente Margot aveva riconosciuto subito il template che usava ogni anno per l’estrazione.
«Quindi, che ne pensi di sostituire i biglietti nel sacchetto, quando farai pescare noi?» Allargò le mani in un gesto placatore, «tutto qui. Nessun danno, nessun disturbo. Il gioco procede come sempre per tutti gli altri. Tu ci guadagni Saint Mesa, io un appuntamento. Vinciamo tutti. Andata?»