COWT14

Apr. 18th, 2025 04:53 pm
[personal profile] nemi23
 

Settimana: 6

Missione: M3

Prompt: Il castello abbandonato

Titolo: Un tesoro inaspettato

Fandom: Genshin Impact

Rating: sfw

Warning: /

Note: /


Nonostante fosse ormai disabitato, l’atmosfera che aleggiava sopra il Covo di Terrore Alato era ancora cupa, grigia come ferro ossidato. Le antiche rovine sussurravano al vento, e ogni passo faceva scricchiolare le pietre sotto le scarpe. Non era meta per turisti e neanche per avventurieri poco “intrepidi”.

Quindi era perfetto per Bennett, ovviamente.

Era stato il primo a darsi volontario per quella missione di ricognizione e ora quasi saltellava scendendo tra i blocchi di pietra muschiati. Lo zaino gli ballava sulle spalle e una palla di fuoco magica oscillava nella sua mano. 

Dietro di lui, Razor camminava silenzioso, occhi attenti e orecchie tese, naso all’insù. Non era stato di molte parole da quando erano entrati nelle rovine del castello abbandonato. Anzi, si faceva più cupo di stanza in stanza.

“Odore… vecchio. Umido. Ma qualcosa... vivo,” disse appena salirono al piano più alto.

Bennett si fermò sull’ultimo gradino della scalinata. “Vivo? Tipo... mostro? O tipo scoiattolo? Perché c’è una bella differenza tra i due.”

Razor non rispose subito. Si avvicinò a una colonna mezza crollata, annusò l’aria. “Non scoiattolo. Non mostro. Diverso. Strano.”

Bennett si avvicinò a sua volta alle colonne, rivolgendo lo sguardo al soffitto in cerca di qualche indizio.

Un “attento!” Gridato dal suo compagno di viaggio fu tutto il preavviso che ricevette, prima che il terreno sotto i suoi piedi cedesse. 

Con un fragore improvviso, il pavimento si aprì come la bocca di una creatura sdentata, le pietre si sgretolarono e caddero verso il basso e Bennett cadde con loro. L’urlo che gli uscì dalla bocca si spezzò con il suo respiro, quando atterrò ben prima di quanto si aspettasse. La caduta non era durata neanche un secondo.

“Sto bene!” Istintivamente disse, ancor prima di catalogare i danni riportati. Strano, non sentiva di essersi fatto troppo male.

Razor si sporse nel buco, il suo viso incappucciato che si stagliava sullo sfondo del tetto della torre. “Bennett?”

“Sono atterrato su qualcosa di morbido!” Bennett tastò meglio ciò che lo circondava. “Sembrano... piume?”

Razor aggrottò le sopracciglia, poi saltò giù senza esitazione. Al contrario di Bennett, atterrò con agilità al suo fianco, appoggiandosi ad una mano e annusando subito l’aria.

La stanza in cui erano finiti sembrava una soffitta con delle feritoie su un lato, poco illuminata ma calda rispetto al resto del castello, umido e freddo. Era bassa, probabilmente avrebbero sfiorato il tetto con la testa se si fossero alzati in piedi. Era anche vuota, eccezion fatta per un nido al centro del pavimento. Un nido enorme, annerito dal fuoco, pieno di piume e-

“È un uovo!” Esclamò Bennett, strabuzzando gli occhi.

“Rotto,” aggiunse Razor. 

Sì, l’uovo era spaccato e aperto, fumante.

I due ragazzi si avvicinarono.

In mezzo ai frammenti, c’era una creatura minuscola, tremante, con un becco troppo grande e le ali spennacchiate. Un pulcino, grosso quanto una gallina adulta ma non altrettanto piumoso. 

“Oh, wow,” sussurrò Bennett, con ancora gli occhi pieni di meraviglia. “È… è carino. E un po’ inquietante. Ma soprattutto carino.”

Il pulcino lo guardò. Sbatté le ali, sbilanciandosi da un lato. Poi starnutì, facendo uscire una fiammella dal becco, e tornò dritto.

Bennett ridacchiò. “Okay, già mi piace.”

Razor si chinò, facendosi spazio tra i frammenti di guscio e le piume sparse tra i rami secchi, annusando di nuovo l’aria.

Il pulcino fece un piccolo verso rauco. 

“Abbandonata,” disse Razor, praticamente sussurrando, “nato dal fuoco… ma solo.”

A Bennett si strinse lo stomaco. Sentì il bisogno impellente di stringere il pulcino tra le braccia, così lo fece, sollevandolo con delicatezza. 

A contatto con la sua pelle, il pulcino emetteva calore quanto una fornace, ma Bennett non se ne lamentò. Anzi, sorrise. “Allora non siamo poi così diversi, eh? Anche io sono nato con un sacco di sfortuna, ma ho trovato una famiglia.”

Razor annuì. “Famiglia… scelta. Non sangue.”

Il pulcino si accoccolò tra le braccia di Bennett, perdendo qualche piuma ma smettendo di tremare. 


Profile

nemi23

January 2026

S M T W T F S
     123
4567 8910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Most Popular Tags

Style Credit

Expand Cut Tags

No cut tags
Page generated Feb. 26th, 2026 11:27 pm
Powered by Dreamwidth Studios