CPWT13

Mar. 22nd, 2023 07:16 pm
[personal profile] nemi23
Settimana: 5
Missione:
 M3
Prompt:
 03. La freccia: una persona ha una relazione con altre tre, che però non hanno una relazione tra loro
Fandom: Originale
Rating: T
Warning: prostituzione
Note: /


Il Lord, Il Messere e il Ragioniere

Lord Bering lo lasciò sui gradini del Giglio Rosso, con un bacio dolce come il miele e la promessa di rivedersi quella sera.

Enma si sciolse più che mai tra le sue braccia. Felice per la colazione nella migliore pasticceria della città, e ancora di più per tutti gli altri regali che gli appesantivano la borsa. Da quando il suo lord aveva ricevuto la nomina di tenutario della riserva di caccia del re, non faceva che riempirlo di regali e attenzioni. Non gli lasciava quasi più tempo per gli altri suoi clienti; cosa non necessariamente un male considerando che lo pagava più di quanto avrebbe guadagnato in una normale sera a palazzo. 

Sorridendo e sbatacchiando la borsa per il solo gusto di sentirla risuonare metallo contro metallo, entrò. Puntò dritto al secondo piano, verso gli uffici.

Era raro trovare qualcuno gironzolare in quei corridoi. I contabili non vivevano nel Giglio Rosso, arrivavano la mattina e se ne andavano la sera. Per il resto del tempo rimanevano per lo più seduti alle loro scrivanie, scartabellando numeri su numeri. Non avevano affari da sbrigare ai piani bassi. 

Enma era uno dei pochi ad avere un motivo per avventurarsi lassù, oltre quello mensile di versare la propria quota di vitto e alloggio. 

Come d’abitudine, superò una porta dopo l’altra fino alla penultima sul lato ovest. Entrò senza bussare. Schivò l’attaccapanni e il cesto per la carta straccia che sapeva trovarsi sulla strada per la scrivania e con un saltello si mise a sedere sul ripiano della scrivania.

“Ho la quota del mese, in anticipo” disse al contabile stupito che aveva davanti. E, incapace di contenere l’entusiasmo, si chinò a baciare anche lui.

Soffocò lo squittio di Rey sulle sue labbra e fu irremovibile finché non lo sentì partecipe.

“Pensavo che fossi già apposto questo mese?” Disse Rey, non appena tornò ad avere la bocca libera di parlare. 

Gli occhiali tondi gli erano scivolati sul naso e li spinse su con un dito, per poi cercare di sfilare alcuni fascicoli da sotto il suo sedere.

“Uhm?” 

Enma si portò a cavalcioni su di lui e, senza badare troppo alle sue parole, tirò fuori dalla borsa l’ultimo regalo di Lord Bering, per mostrarglielo. 

La sola confezione in madreperla valeva duecento archi, l’anello al suo interno almeno il triplo. “C’è da portarla al cambia-valori e togliere una parte per il servizio, ma dovrebbero comunque rimanermi più di settecentocinquanta archi.” La porse a Rey. “Te ne occupi tu? Per me?”

Rey puntò lo sguardo sull’oggetto e annuì distrattamente, ormai del tutto assorbito nella sua valutazione. Poteva immaginare gli ingranaggi in quel suo splendido cervello da matematico processare a più non posso, soppesando la qualità dei materiali, le oscillazioni del mercato, domanda e offerta. Non resistette nel rubargli un altro bacio, e uno ancora, e ancora.

“É stato il lord di Chiaravalle a regalartelo?”

Enma assentì. 

“È molto generoso”

Assentì di nuovo.

“È un bene, suppongo”

Enma sorrise affondato nel suo collo. Era così raro sorprendere Rey geloso, comprensivo di natura com’era. 

“Passerò dal cambia-valori domani. Comunque ero sincero prima, credo che il tuo conto sia apposto.”

Tirò indietro la testa per guardarlo storto, le sopracciglia aggrottate. “Non può essere. Tre giorni fa mi mancavano ancora mezzo migliaio di archi.”

Rey lo fece scendere dal suo grembo e si alzò dalla postazione alla scrivania. Dall’armadio a muro aprì un cassetto e scorse i fascicoli fino a trovarne uno in particolare. La aprì, assorto. Tornato a sedere, riprese Enma su di sé e gli indicò una riga del registro in particolare. 

“13 Vesprino, un versamento di seicento archi. Conto del mese saldato e sei in credito per il prossimo di sedici archi e tre falci.”

“Deve esserci un errore, ieri non sono neanche passato da te.”

“No, infatti il versamento è a nome di Ottavio Floras” Rey fece spallucce “Mi ha fatto portare l’acconto da un servo.”

Lo disse come se non ci fosse niente di strano.

Enma lo guardò come se fosse fosse diventato scemo tutto d’un botto.

“Ottaviano ti ha dato seicento archi per saldare il mio debito?”

“Sì? Era il pagamento per la notte scorsa, no? So che è venuto a trovarti. E lui sa che noi due…” Rey indicò entrambi, sempre più a disagio “che mi occupo io dei tuoi conti.”

Solo che messer Ottavio lo aveva già pagato, subito prima di augurargli la buonanotte e imboccare l’uscita del Giglio Rosso.

“Va tutto bene?”

“...Sì. Sì, meglio così” Enma scosse quei pensieri fuori dalla testa. Di un cliente generoso non si sarebbe mai lamentato. E in quel periodo sembrava che la fortuna lo avesse preso proprio in simpatia. 

Aveva il suo Lord Bering, e il suo messer Ottavio. E aveva anche Rey. Non poteva chiedere di più.

Tornò a stringersi al suo collo. “Fai una pausa” pretese. 

“Ho i bilanci dell’ultimo trimestre da…”

Lo zittì con un bacio, poi scosse la testa, sorridendo. “Riprova”

Un sospiro “Enma…”

Un altro bacio. “Fai una pausa.”

E Rey lasciò perdere i registri.


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