Missione: M3
Prompt: Cornetto rosso
Titolo: Mai affamato, mai sfortunato
Fandom: Originale
Rating: G
Warning: /
Note: /
Il turno pomeridiano in ufficio era sempre piuttosto noioso. Un solo dipendente rimaneva in sede e unicamente per rispondere a quelle due chiamate di clienti abituali che non rientravano nel traffico del mattino. C'erano anche da sistemare gli ultimi documenti, in teoria, da riordinare le ricevute, controllare le scorte di fogli e cancelleria e le cialde del caffè; tutte cose che prendevano al massimo un'ora del tempo stabilito.
A Martin non dispiaceva in realtà quel turno. Il fatto di essere solo nell'ufficio lo tranquillizzava, senza occhi a giudicarlo sentiva di poter rilassarsi come non gli capitava mai a lavoro di mattina. Abbassava un po' le luci, cercava nella playlist del suo cellulare una buona base musicale e si metteva a fare il suo dovere, magari sgranocchiando qualcosa. E quando finiva in anticipo, praticamente sempre, tirava fuori l'ultimo romanzo acquistato in libreria o le ricevute e i conti di casa, opportunamente infilati nella valigetta prima di uscire per prendere la metro.
Quel pomeriggio apparentemente non era diverso da tutti gli altri. Era il suo turno per quella settimana ed aveva giusto acquistato un nuovo libro giallo che non vedeva l'ora di iniziare. Qualcuno del turno mattutino aveva saccheggiato la scorta di barrette ai cereali e non aveva avvisato che erano finite, ma Martin era intenzionato a non lasciarsi guastare l'umore da tale piccolo intoppo. "Starsky" cominciò a sostituire con delicatezza il silenzio nella stanza. Accese il computer.
Dopo due ore, aveva giusto finito i compiti per la giornata e stava valutando come riempire il resto del pomeriggio, quando due colpi secchi alla finestra interruppero la melodia che stava ascoltando.
Martin non diede loro troppo peso: si trovava al quinto piano di un edificio che si affacciava sulla strada, senza terrazzo. Forse un paio di sassollini, o rametti, erano stati trasportati dal vento fino a lì e avevano concluso il loro avventuroso viaggio sul vetro.
Peccato che i colpi si ripeterono, una e due volte, e non c'erano così tanti sassolini volanti da quelle parti.
Martin portò lo sguardo alla finestra. Si sentì mancare. Un cigno grosso quanto un mini-frigo e bianco come la più lucida delle perle batteva il becco sul vetro. Portava intorno al corpo un'imbracatura di stoffa grezza, verde mimetico, con un logo rotondo e due lettere visibili anche a quella distanza: BC.
Riconobbe le iniziali e si affrettò a far entrare il pennuto, prima che qualche ornitologo si muovesse per dare l'allarme-comportamento-anomalo dei volatili della zona. Gli ci vollero cinque minuti buoni per capire come aprire la mandata e altri cinque per far capire all'uccello di dover entrare, dio solo sapeva cosa credeva di dover fare lì.
Mentre il pennuto sostava sopra la poltrona del suo capo, Martin scrisse al suo ipotetico proprietario.
<Amore, c'è un cigno nel mio ufficio.>
B.C. o meglio, Ben Cumberland, o ancora meglio, il suo compagno, rispose subito al messaggio.
<Si chiama Travis, c'è un kitkat e un cornetto rosso nel suo taschino.>
<Un cornetto rosso?>
Martin allungò perplesso e guardingo una mano in direzione del'imbracatura del volatile. Da una delle tasche tirò effettivamente fuori una merendina e un cono allungato e affusolato, storto e rossissimo.
<Oggi è venerdì 13.>
Era dolce, e strano, ma soprattutto dolce. Il suo ragazzo era il più strano e il più dolce di tutta la città.