Missione: M2
Prompt: Creatività
Titolo: Amore a pelle
Fandom: Originale
Rating: G
Warning: /
Note: Soulmate!AU --> Ciò che scrivi/disegni sulla tua pelle compare istantaneamente anche sulla pelle della tua anima gemella
Anna gli fissava le braccia scoperte da un quarto d'ora buono ormai. Ad ogni cliente del Mc Donald's che passava al fianco del loro tavolo, con il proprio vassoio in mano, cadeva l'occhio nello stesso punto. Felix non li biasimava. Anche lui si sarebbe ammirato per ore e lo faceva, in effetti, di sera appena tornato a casa, davanti allo specchio del bagno e semplicemente steso a letto, si accarezzava la pelle con tocco delicato e sorrideva al vuoto.
Un piccolo brivido gli fece formicolare le dita. La patatina che si stava portando alla bocca gli cadde di mano, ma non ci fece caso. Tutt'a un tratto emozionato, allungò il polso verso Anna, così che potesse vedere meglio.
Lì dove spuntava la collina ossea del polso, accanto ad un minuscolo neo tondeggiante, comparve un svolazzo nero, poco più di una virgola abbozzata. Comparve dal nulla, senza che Felix facesse alcunché, come se fosse risalito da sotto la pelle. La virgola si allungò in un cerchio non del tutto chiuso, poi comparve un altro cerchio concentrico e un altro ancora, e rivoli d'inchiostro lungo tutto il dorso della mano, a intrecciarsi con le vene e disegnare nuovi tendini. Nel giro di tre minuti, sulla sua mano c'era uno stagno le cui acque erano state disturbate da una foglia caduta, un gioco di cerchi e ombre così realistico che Felix sentì l'impulso di afferrare un tovagliolo per asciugare la pelle.
<Porca miseria.> Anna era comprensibilmente colpita e osservava rapita il disegno. Aveva avvicinato le dita, ma poi le aveva fermate a pochi centimetri di distanza, non azzardandosi a toccarlo.
Felix la incoraggiò con un colpetto. <È bravo, vero?> Chiese, orgoglioso. Più che orgoglioso, fiero che se ad aver tracciato quelle linee fosse stato lui stesso.
<Sicuro.> Annuí lei, ricalcando con la punta dell'indice un'onda. <Dunque… un artista?>
<Proprio così.>
<Che diavolo ci trova un artista in te?>
<Ehi!>
Anna schivò la patatina che le voló contro e alzò le mani. <Dico solo che non ti vedo un pennello in mano dalle scuole elementari. È un destino curioso.>
Non poteva dissentire e in un certo senso Felix si sentiva in difetto, ma solo per non poter ricambiare. La sua anima gemella, chiunque egli fosse, gli regalava ogni sera meraviglie su pelle, passaggi mozzafiato ed esplosioni di fiori. E sapeva, sentiva nel suo intimo che quei bellissimi disegni erano per lui, solo per lui. Avrebbe ricambiato volentieri, se solo fosse stato capace di tracciare due linee dritte.
<Lo porterò a vedere tutte le gallerie d'arte che vorrà.> Mormorò fra sé, come ogni volta che provava ad immaginare quel futuro sfocato ma luminoso. <Anzi, allestirò una galleria d'arte solo per lui, così potrà esporci le sue opere.>
<Ahhh, se ti sentisse la maestra Sandrina.> Lo prese in giro Anna. Felix si riprese la propria mano con una linguaccia.
<Hai già iniziato a cercarlo?>
<Non ancora. Abbiamo deciso di aspettare l'estate, senza la scuola di mezzo potremo spostarci più liberamente.>
Non vedeva l'ora. Aveva già iniziato a risparmiare. Intanto, era felice di godersi il suo corpo diventare un'opera d'arte.