Settimana: 2
Missione: M1
Prompt: Un personaggio si prende cura di un altro personaggio infortunato, malato, e/o bisognoso di conforto
Fandom: Originale
Rating: G
Warning: /
Note: /
Missione: M1
Prompt: Un personaggio si prende cura di un altro personaggio infortunato, malato, e/o bisognoso di conforto
Fandom: Originale
Rating: G
Warning: /
Note: /
Se cado, mi prendi?
C’era un solo motivo per cui uno studente se ne stava fuori dall’edificio principale dell’università, zaino abbandonato a sé stesso e sguardo vacuo. Si chiamava “disperazione”, o meglio “esame fallito”. Sam non falliva mai.
Cas lasciò l’auto in doppia fila, che tanto lo facevano tutti, e corse verso il suo coinquilino, scansando studenti troppo concentrati a chiacchierare per badare alla strada. Non fermò il suo slancio e finì intenzionalmente addosso a Sam, stritolandolo in un abbraccio.
“Ti ho chiesto di venirmi a prendere, non di spiaccicarmi sull’asfalto di questo posto di merda.” Almeno la sua acidità era intatto, sebbene potesse giurare di averlo sentito tirare su con il naso.
“Va tutto bene, tutto benissimo. Vedi? Siamo ancora in piedi. Sei ancora in piedi. Stai benissimo.”
“Una meraviglia.”
Sam tirò di nuovo su col naso. Aveva gli occhi lucidi. Oddio. A questo punto poteva succedere di tutto.
“Sai” disse rabbiosamente “da quanto preparo questo esame?”
Cas lo riattirò tra le proprie braccia. “Lo so, lo so. A casa ci aspettano la cheesecake al limone della pasticceria che ti piace tanto e una bottiglia di jack daniels nuova di zecca.”
§
Il nuovo modellino di Cas svettava in mezzo al tavolo - e all’appartamento - come una caravella in una bottiglia. Non era come i soliti, riproduzioni in miniatura di auto d’epoca; questo era la copia perfetta in scala del Teatro dell’Opera di Parigi, a colori. In edizione limitata.
Era costato una fortuna, Cas aveva lavorato l’ultimo mese praticamente solo per quello, rinunciando ai weekend al mare, all’ultimo GTA e a tutta una serie di cianfrusaglie varie che solitamente comprava solo per il gusto di farlo. Sam lo aveva visto sospendere la propria terapia dello shopping, in nome di quel modellino.
Per suo padre.
“Non lo ha voluto.” Ripeté, non sicuro di aver compreso bene.
Cas sollevò le spalle. Ci provò, almeno, queste rimasero su, come se avesse dato ordine di alzare gli scudi. “Dice che non ha posto dove metterlo.”
“Non ha posto?” Lui, che viveva in un trilocale con un coinquilino, non aveva posto. A momenti neanche per sé stesso, figuriamoci per un modellino di quella portata. Ma, a costo di aprire un buco nel muro, lo avrebbero tenuto
Quell’uomo non si meritava un figlio del genere.
“Peggio per lui.” Disse e andò a stringergli una di quelle spalle che avevano subito troppi colpi. “È bellissimo, Cas. Lo voglio assolutamente tenere.”
§
Risponde la segreteria telefonica di - Se mi hai chiamato mi auguro che almeno tu sappia chi sono. Sai già come funziona. Bip.
Sam, sono Cas. Di nuovo. Immagino che ormai sarai entrato in aula. Ricordati di bere e di non mandare al diavolo il professore prima di aver ridato l’esame. Andrai alla grande. Come sempre, mi trovi qua fuori in auto.
§
Risponde la segreteria telefonica di - Sono Cas, hai chiamato il numero giusto ma nel momento sbagliato. Lascia un messaggio o ritenta più tardi! Bip.
Sono Sam. Non so perché tu non mi stia rispondendo, ma vedi di farlo al più presto. La commessa ha smesso di guardarmi male in modo discreto e ora lo fa apertamente. Sai bene che di modelli d’auto non ne capisco granché. Ha dieci minuti per richiamarmi, altrimenti te li comprerò tutti e tre.